Migliori app per lavorare da remoto

Di , scritto il 11 Maggio 2022

Con l’inizio del nuovo millennio siamo diventati sempre più “confidenti” con le espressioni “smart working”, “lavoro da remoto” e “lavoro flessibile”.

Questo è dovuto principalmente a due elementi: da un lato la consapevolezza da parte delle aziende e della maggior parte dei governi mondiali che i professionisti possono rendere di più e meglio evitando lunghi spostamenti casa-lavoro e viceversa, e dall’altro le innovazioni tecnologiche quali streaming e connessioni sempre più efficienti. Vediamo alcune delle principali applicazioni per trovare lavoro online, sia come posizione stabile, che come extra.

Upwork.com dalla California

Piattaforma conosciuta precedentemente come Elance-oDesk, è stata denominata Upwork dal 2015, ed è forse la piattaforma per freelance più famosa al mondo. Il funzionamento è molto semplice: il cliente pubblica un’offerta (la maggior parte delle volte in lingua inglese) e il professionista risponde a quest’offerta.

Upwork è diventata un bacino immenso di possibilità lavorative soprattutto in seguito all’esplosione del gioco d’azzardo online; infatti sulla piattaforma fondata nel 1999 a Santa Clara in California sono proprio i lavori legati a giochi quali live roulette, poker e altri tipi di intrattenimenti ludici a dare lavoro fisso o saltuario a tante persone.

Fra questi lavori si può spaziare dal customer service multilingua, passando per la scrittura di codici e software per il gioco, terminando con le traduzioni dei contenuti per differenti Paesi, o la redazione di recensioni per casinò e piattaforme.

L’app è ovviamente disponibile sia per Android che per iOS, anche se alcuni utenti lamentano la mancanza di alcune funzioni presenti invece nella versione browser.

Freelancer.com dall’Australia

Dall’Australia arriva uno dei maggiori competitor della piattaforma Upwork. Il nome dice già tutto: freelancer.com mette al centro il libero professionista in cerca di lavoro. Molto più recente rispetto a Upwork, è stata infatti fondata nel 2009 a Sidney, ma in poco tempo ha già preso piede in tutto il mondo.

In Italia, ad esempio, l’app ha da poco superato la quota di cinque milioni di download su Google Play, raggiungendo la somma di 50 milioni di utilizzatori iOS in tutto il mondo. L’elemento in comune fra Upwork e Freelancer.com resta la lingua inglese, che è imprescindibile per potersi registrare, creare un account e interagire con la maggior parte dei clienti. 

ProntoPro dall’Italia

Eccoci invece a un marketplace che ha sede in Italia, e precisamente nella dinamica Milano. ProntoPro è stato fondato nel 2015 e aiuta a mettere in contatto professionisti con clienti. La differenza, o per meglio dire, il servizio in più che ProntoPro mette a disposizione sulla propria piattaforma è che le offerte di servizi, essendo tutte localizzate in Italia, possono essere espletate anche in maniera presenziale. Non si troverà dunque soltanto la possibilità di insegnare una lingua online, oppure scrivere testi pubblicitari per un’azienda, bensì sarà anche possibile riuscire a contattare un idraulico nella propria zona, o trovare altri tipi di prestazioni professionali.

Aumentano dunque le possibilità per poter trasformare la propria professione da analogica a digitale grazie al costante incremento di piattaforme, siti e applicazioni di marketplace, soprattutto dal 2010 a oggi. Certo non tutti i professionisti riescono poi a lavorare effettivamente da splendidi paradisi tropicali come alcuni sognano, ma con impegno, costanza e il supporto di queste app, riuscire a trovare un lavoro più flessibile è diventata realtà.


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