NFT: che cosa sono e a cosa servono i “token non fungibili”?

Di , scritto il 05 Ottobre 2020

Per rispondere a questa domanda diamo per scontato che i nostri lettori sappiano già che cosa sono i token (ne abbiamo parlato qui). La locuzione “non fungibile” potrebbe risultare più chiara se sostituita dal sinonimo “non intercambiabile“. Le valute tradizionali ma anche le criptovalute sono fungibili: una banconota da 5 euro autentica è intercambiabile con qualsiasi altra banconota da 5 euro altrettanto autentica e lo stesso vale per 5 Bitcoin. Invece gli NFT sono distinguibili tra loro e quindi non intercambiabili. Ne deriva che i NFT sono utilizzabili come prova di autenticità, proprietà e rarità grazie alla certificazione della blockchain. Occorre infatti capire un altro concetto importante: se prima dell’avvento della blockchain qualsiasi oggetto digitale era replicabile con facilità a costo zero, ora è possibile anche la cosiddetta “rarità digitale”, ossia la creazione di oggetti che rimangono unici (o in tiratura limitata) perché protetti dalla blockchain. Tali asset sono conservabili su un wallet, collezionabili o vendibili, ma in nessun caso possono essere replicati o trasferiti senza il consenso del proprietario – neppure dall’emittente originale. Gli NFT possono essere scambiati in marketplace che mettono in contatto venditori e compratori (uno dei più famosi si chiama OpenSea). Gli NFT sono ovviamente soggetti a variazioni di prezzo in base alla domanda e all’offerta del mercato – proprio come avviene per i francobolli o altri oggetti da collezione.

Quali tipologie di NFT esistono?
I più diffusi NFT sono elaborati e gestiti sulla blockchain di Ethereum e si suddividono in due principali standard:

  • ERC-721: caratterizzato dall’unicità, dietro ogni token c’è un contratto che gestisce un solo oggetto;
  • ERC-1155: un contract può gestire una quantità multipla di token, un contratto che gestisce una serie di oggetti.

In quali campi si possono comprare o vendere i token non fungibili?

In vari settori si sta sperimentando l’utilizzo degli NFT. Tra questi ci sono sicuramente:

  • I videogiochi (abbiamo già parlato in un altro articolo di My Crypto Heroes e CryptoWars)
  • Il mondo dell’arte
  • Il collezionismo
  • La proprietà frazionaria di beni immobiliari.

Tanto per fare un esempio, il quadro digitale riprodotto qui sopra è l’opera di Matt Kane intitolata “Right Place – Right Time”, che è stata venduta per quasi 100.000 dollari sulla piattaforma chiamata Async Art.

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