Attenzione allo smishing, un fenomeno in evoluzione

Di , scritto il 26 Agosto 2022
smishing

Con il passare degli anni, il modo in cui interagiamo con Internet è cambiato radicalmente. Innanzitutto, sono aumentati gli utenti: le persone collegate in rete dal 2012 al 2022 sono praticamente più che raddoppiate, partendo da 2,17 miliardi e arrivando oggi a quasi 5 miliardi.

Inoltre, lo smartphone è diventato il mezzo principale per accedere alla rete: circa il 92% degli utenti della rete usa un dispositivo mobile per usare Internet. Ciò significa che i nostri telefoni ospitano una marea sempre crescente di dati personali e informazioni sensibili: un fatto che non è passato inosservato ai criminali digitali, che ormai prendono sempre più di mira gli utenti smartphone.

Non parliamo solo di virus, dove il malware più comune per smartphone è l’adware (quando un telefono è colpito da un malware, nel 48% dei casi si tratta proprio di un adware). Infatti, una delle minacce principali per gli utenti smartphone è lo smishing, l’evoluzione del phishing.

Come funziona lo Smishing: quando un SMS può rubarti i dati

Ormai dovremmo conoscere bene il phishing, visto che è la tipologia di attacco informatico più comune in tutto il mondo. È anche la più semplice da attuare per i malintenzionati, visto che si tratta semplicemente di mandare un messaggio o un’email. Proprio le email sono il canale preferito: il phishing viene nascosto fra le 122 miliardi di email di SPAM che vengono inviate quotidianamente.

Considerata però la forte crescita dell’uso di Internet da smartphone, i criminali informatici hanno spostato la loro attenzione verso i nostri telefoni. D’altronde, gli smartphone sono tra i dispositivi digitali più importanti che portiamo con noi, visto che li usiamo anche per motivi di lavoro, oltre che motivi personali, e non ci stacchiamo praticamente mai da loro.

Per esempio, in media gli americani controllano i loro telefoni 344 volte al giorno: in pratica una volta ogni quattro minuti! Queste statistiche sono simili anche nel nostro paese, dove ovviamente i più giovani sono coloro che usano e controllano di più i loro smartphone (in media passano minimo 2 ore e 27 minuti sui social al giorno, per esempio). Visto che sui telefonini siamo sempre raggiungibili e controlliamo il nostro dispositivo portatile così spesso, i criminali informatici hanno cambiato i loro metodi di attacco. Il phishing ormai non arriva solamente via email, ma anche via SMS e messaggi in chat sui principali social e app di messaggistica istantanea.


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